Omaggio a Mercedes Sosa

C

Tanti appellativi sono stati usati per definire Mercedes Sosa: La madre d’America, la voce della terra, o semplicemente "La Negra".


Una voce scomoda la sua, perché pretendeva di cantare canzoni di pace in tempo di guerra e canzoni di libertà in tempo di prigionia.


Aveva trent’anni quando per la prima volta salì sul palco del più importante festival folklorico Argentino, a Cosquin. E’ sola davanti al microfono, coperta dal poncho sul quale scendono i suoi lunghi capelli neri, e accompagnandosi con un antico tamburo andino, intona la Cancion del derrumbe indio, intenso brano che narra del dolore delle popolazioni indigene davanti ai soprusi dei conquistatori bianchi.


Il suo destino sembra delineato: da qui in avanti, la sua voce intima diventa voce collettiva, una fama e un seguito di popolo che le costano l’esilio durante gli anni della più sanguinosa dittatura Argentina. L’universalità della sua voce, che conobbe grandi successi anche e soprattutto nei suoi anni di lontananza dalla sua terra, conquista i cuori del pubblico locale e trasmette speranza a quella moltitudine di esiliati che popolano il vecchio continente.


Il ritratto di Mercedes Sosa che con ‘Como un pajaro libre’ intendiamo tracciare, unisce aspetti apparentemente contrastanti tra loro: un repertorio in gran parte legato alla tradizione musicale sudamericana che esce dai canoni delle sonorità folkloriche per assumere una veste nuova, inedita, data dalla presenza, insieme al pianoforte e alle percussioni, di un quintetto d’archi.


Un omaggio fatto ad una grande artista, donna, da un ensemble a forte prevalenza femminile.

____________________________________

Testi originali di Anna Lisa Mameli
Arrangiamenti e direzione musicale di Corrado Aragoni


Una produzione di OFFICINACUSTICA - 2017

 

Streaming 2020