l'amico magico di Fellini

Enfant prodige, ”il Mozart del XX° secolo” (New York Times, 1923), più semplicemente: “l'amico magico”, come amava definirlo Federico Fellini.
Musicista di straordinario talento, amatissimo dal pubblico italiano e internazionale, meno dalla “critica” musicale nazionale (che lo defiiniva “inattuale”), ha lasciato un patrimonio di composizioni impressionante: musica da camera, sinfonica, lirica, sacra, musica per balletti e per il teatro.

Rota e Fellini
Nino Rota
Nino Rota

Ma il suo grande successo fra il pubblico deriva dalla sterminata produzione di musica per il cinema; le sue oltre centocinquanta colonne sonore hanno segnato gran parte della sua vita artistica e lasciato un segno indelebile nella storia musicale del '900.


Lo spettacolo “100 per cento NINO ROTA”, allestito nel 2011 per celebrarne il centenario della nascita (1911-1979), vuole rendere omaggio alla figura del musicista e dell'uomo, attraverso le suggestioni dei temi che hanno contraddistinto le colonne sonore di pellicole ormai passate alla storia.


Ecco quindi che le note magiche di Rota e le immagini diventano un tutt'uno inscindibile. Note che hanno contribuito a creare quelle atmosfere surreali e quell'aura d'incanto, di sogno, di candida semplicità popolare, e che sembrano scritte oggi come in un tempo indefinito e indefinibile; e i temi più belli prendono vita e diventano canzoni, con i tratti ora clowneschi, sognanti e irridenti dei felliniani “Amarcord”, “8 ½” “La dolce vita”, ora struggenti motivi de “La strada” e “Le notti di Cabiria”.


E dentro questo grande cilindro troviamo anche i temi d'amore di “Romeo e Giulietta” e “Il Padrino” (che gli valse il premio Oscar nel 1975); passando per i valzer ottocenteschi del viscontiano “Gattopardo” e i giocosi ed esilaranti motivetti del “Gian Burrasca” televisivo della Wertmüller.


E' anche un immaginario viaggio nel tempo e nei ricordi, per tentare di raccontare (molto sommariamente e frammentariamente) una certa Italia, a volte eroica, spesso cialtrona, forse mai compiutamente unita (dopo centocinquant'anni), e cosı̀ ben descritta e fotografata nei capolavori dei nostri più grandi registi.

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Testi originali di Anna Lisa Mameli
Arrangiamenti e direzione musicale di Corrado Aragoni


Una produzione di OFFICINACUSTICA - 2011